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Vivere Amish

Sono le sei, o forse le cinque, questo cambio di ora mi confonde e non ne comprendo l’utilità.

Nonostante ci siano ancora sei o forse sette ore di veglia davanti a me, ho l’angosciante sensazione di non avere abbastanza tempo. Sono mesi che ci convivo, o forse anni, ma solo ora la sento forte e chiara.
Sto invecchiando.

Alle volte tiro le somme di ciò che ho fatto fin’ora, ed eccola che esplode senza preavviso questa maledetta sensazione di non avere abbastanza tempo. Troppe le cose che voglio fare, troppa la stanchezza che accumulo, poco il tempo che mi dedico e allora eccomi qua a dedicare un po’ di questo sopravvalutato tempo al mio diario di viaggio.

Un viaggio che ovviamente non manca di assurde vicende, roba che non sai se ridere o piangere.
Anzi no, non esageriamo, diciamo piuttosto roba che non sai se ridere o dare le capate nel muro.

Tipo che, una normale giovane coppia vive in un bell’appartamento, dotato di tutti i comfort come acqua, luce, gas, internet, telefono e TV satellitare.
Poi però la giovane coppia trasloca.

Il 7 settembre 2013 i nostri mobili salutano casa vecchia e approdano a casa nuova. Questo vuol dire che il tuo letto, il tuo armadio, i tuoi vestiti, le tue stoviglie, le tue cose in generale sono a casa nuova. Quella che hai affittato perché comoda, carina e panoramica. Quindi tu, essere umano normale dotato di poche e comuni pretese, vai a dormire e vivere insieme alle tue cose.

Però ti lavi da tua suocera e mangi da tua mamma.

Per quasi due mesi.

E per quasi due mesi non sai se ridere o piangere dare le capate nel muro. O dare fuoco a quelli del gas, che per via di un problema burocratico, non vengono a togliere quel maledetto sigillo dal contatore.
E tu non sai se ridere o dare le capate nel muro, mentre vai a fare la doccia da tua suocera o mentre vai a mangiare un piatto di pasta da tua mamma.

Che poi una situazione del genere ti demoralizza. E non c’hai voglia di svuotare gli scatoloni, per mettere a posto pentole e doccia schiuma che non puoi usare. Alla fine vuoi o non vuoi ti si rallenta tutto il trasloco.

E’ stato un inizio difficile, un po’ Amish. Ma ora finalmente si è risolto tutto e sono ben due giorni che ci laviamo e mangiamo a casa nostra.

Non avevo mai riflettuto sull’importanza del gas. Internet ad esempio ci ha messo un mese a traslocare, ma non ne ho sentito affatto la mancanza, tanto oramai ci sono gli smartphone. Sky addirittura, non fai neanche in tempo a firmare il nuovo contratto di casa, che te li ritrovi in salotto, ti accomodano sul divano e ti accendono la TV.

Che dire… alle volte quando traslochi, non ti puoi fare la doccia ma puoi guardare xFactor.

Doveri del cittadino modello

Oggi vi racconterò di quella volta in cui ci siamo comportati da cittadini modello.

Abitavamo da pochi mesi, in questo simpatico angolo di mondo popolato da scimmie urlatrici, quando, rientrando da una tranquilla serata tra amici, parcheggiamo la macchina e immediatamente ci avvolge una fortissima puzza di gas.

Ci guardiamo intorno cercando di scovare la fonte di tale fetore, ma niente da fare, non la troviamo.

Quindi, senza pensarci 2 volte, andiamo subito a casa per chiamare L’EMERGENZA GAS.

Questo l’esatto procedimento:

  • Entra in casa
  • Accendi il computer
  • Aspetta che si avvia
  • Attendi che si avvia l’utente selezionato
  • Aspetta che si avvia firefox
  • Cerca il numero su google
  • Componi attentamente il numero

Driiin Driiin Driiin

Operatore: Pro…ont…o?

Cittadino modello: Buonasera, vorrei segnalare un forte odore di gas in strada.

Operatore: Mmm… Un momento…

Pausa… forse l’operatore tenta di svegliarsi a forza di schiaffi

Operatore: Diceva?

Cittadino modello: Si ecco, volevo segnalare un forte odore di gas in strada.

Operatore: Mmm… Indirizzo? hummm… Nome? ehm… Cognome? Coof… Coff… Numero di telefono? eh… si… arriviamo…

Cittadino modello: Grazie, buonasera.

Operatore:

(probabilmente ri-crolla in un sonno profondo)

Contenti di aver fatto il nostro dovere di bravi cittadini, ci mettiamo il pigiama e andiamo a dormire, visto che oramai sono le 2 di notte.

Improvvisamente…

PEEEEEEE

Oddio! Che è?? Uh il citofono!

PEEEEEEEEEEEE

Scuoto violentemente il mio dolce consorte e lui, imitando un ghepardo che si è accidentalmente seduto su un cactus, si precipita a rispondere.

Dolce consorte: Chi è?

Voce: Quelli del gas, ci apra!

Dolce consorte: ehm… ma veramente… la puzza era in strada.

Voce: Apra Apra!

Dolce consorte: vabbhè…

Il dolce consorte si ritrova, dopo pochi secondi, ad osservare esterrefatto, un operatore dell’emergenza gas, che si aggira per il salotto annusando l’aria e chiedendo allarmato:

dov’è la fuga? DOV’E’?????

Pazientemente, il consorte gli spiega che la puzza di gas l’abbiamo sentita in S T R A D A, scandisce bene le parole e tenta di indicargli un luogo preciso, a questo punto l’operatore si calma e dice che in strada non c’era nulla.

Concludono infine, che la puzza doveva essere stata prodotta da qualche vecchia auto a gas e torniamo tutti a dormire, increduli e divertiti.

E’ stato un breve racconto finito a tarallucci e vino che probabilmente, sarebbe stato più lungo e soddisfacente se avessi aggiunto di quella volta che…

Tornando a casa verso le 2 di notte, vedemmo una cascatella d’acqua, scrosciare dall’ultimo piano del palazzo vicino al nostro e ovviamente ci chiedemmo se fosse il caso di chiamare L’EMERGENZA ACQUA…

Ma noi siamo cittadini modello occasionali.