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Abbattimenti di mura

La figlia del fabbro in ospedale, il direttore dei lavori in crociera, il figlio dell’impagliatore di sedie che non è tornato a casa a dormire, l’email di quelli delle porte che non arriva, la compagnia del gas che ha deciso che possediamo due contatori invece che uno.
Che dire.

Mi sembrano ottime motivazioni per ricominciare, dopo una lunga pausa, a raccontare qualcosa.

Un anno di silenzio in cui sono successe molte cose.

Cose belle, brutte, fastidiose, piacevoli, assurde, tutte cose che non avevo voglia di raccontare, perché a volte capita che per raccontarle le devi modificare.
Parliamoci chiaro, non è che uno si può svegliare la mattina e dire apertamente “tu, si proprio tu, hai rotto i coglioni”, non è educato, quindi si sta in silenzio e si riflette.

Una sorta di lunga nottata che deve passare, e si sa che la notte porta consiglio, e a volte pure la gastrite, ma quello è un piccolo dettaglio.

Cominciamo dal principio e andiamo con ordine, o almeno proviamoci, facendo un breve riassunto delle puntate precedenti.

Previously on I miei primi 50 mq

Una giovane coppia di trentenni affronta il magico mondo della convivenza.
Comincia l’avventura in un piccolo bilocale di periferia. Finché, a causa di vicini fastidiosi, blatte e ristrettezza degli ambienti domestici, si decide di traslocare.

Continua l’avventura in un trilocale di 75 mq sempre in periferia, ma più vicino al centro e a mammà.

Dopo 3 anni passati piacevolmente nel freddo e spazioso trilocale, la giovane coppia decide, per motivi lavorativi, di traslocare nuovamente in un bilocale. Stavolta però in centro, senza vicini fastidiosi e con una disposizione architettonica leggermente migliore.
Lei va al lavoro addirittura a piedi, fino al giorno in cui manda a cagare gli amabili titolari e si licenzia.
Lui va al lavoro in motoretta. Fino al giorno in cui decide di catapultarsi giù dal mezzo, spezzarsi una coscia e piazzarsi sul divano di casa.

Siamo così giunti a gennaio 2015.

Mese di novità, di compleanni, di regali e di abbattimenti di mura.

Entriamo dunque nei dettagli di quest’ultima affermazione.

A gennaio è successo che:

  • finalmente, siamo riusciti a svuotare un’enorme casa di 200 mq, per ricavarne due appartamenti.
  • finalmente, dopo aver passato un anno a dire sempre le stesse cose, è stato stabilito un giorno di inizio lavori.
  • dopo aver passato 6 giorni a spaccarsi la schiena, per inscatolare tutto il contenuto dei mobili dell’enorme casa, sono arrivati gli operai e hanno smontato pure i mobili.
  • mentre camminavo per andare a controllare lo stato dei lavori, ho sentito da lontano il rumore dei martelli che buttavano giù i muri e ho sorriso.

Intanto, sempre a gennaio, il giovane consorte faceva un anno in più. Sempre sul divano, brindando con voltaren e seleparina.
Quale momento migliore per ricevere il regalo che ogni giovane nerd vorrebbe?

Ecco dunque che fa il suo ingresso in casa un’enorme palla, fatta di Lego.

“Salve, sono la riproduzione Lego della Morte Nera, si esatto, la gigantesca stazione da battaglia spaziale realizzata dall’Impero Galattico allo scopo di rafforzare il suo regime di terrore. Sono composta da 3803 mattoncini e ho un enorme cannone laser che è in grado di distruggere la Terra in pochi secondi. Pensavo di stabilirmi sul tavolo da pranzo fino al termine delle operazioni di montaggio, va bene?”

“Prego figurati non disturbi affatto”

Così mentre noi si montava una palla di plastica costosa come un rene al mercato nero, poco distante, un branco di operai specializzati procedeva al montaggio della nostra nuova casa.

Ora siamo a maggio e ancora non è terminata (la casa, non la palla). Non posso ancora allietarvi con immagini da rivista di architettura. Ma posso comunque mostrare i passaggi fondamentali della trasformazione.

Stay tuned.

Un blog inutile e talvolta buffo

I blog si dividono in varie categorie, ma possiamo semplificare la distinzione dividendoli tutti in due grandi gruppi, quelli seri e quelli inutili.
Questo rientra in quelli inutili.

Questo non è uno di quelli che ti migliora la vita spiegandoti il modo giusto di potare il tuo rarissimo bonsai di baobab. Non è nemmeno uno di quelli che ti salva la cena con i parenti spiegandoti passo passo il modo corretto di preparare la pasta fagioli e cozze.
Questo è uno di quelli che rientrerebbero nella categoria “personali“, perché fondamentalmente ti racconto problemi, mica te li risolvo.

Sarebbe una specie di valvola di sfogo dove tutti i giorni ti metti lì e scrivi. Racconti di quanto t’ha fatto incazzare il fidanzato, il marito, l’amico/a, il fratello, la sorella, la mamma, la zia, la suocera, il cugino della sorella della zia etc etc.

Sarebbe.

Col cazzo!

Loro ti leggono. E gli piaci pure.

E allora niente, non puoi. Ti limiti a scrivere solo le cose buffe che ti succedono ogni tanto. Poi ogni tanto diventa raramente, poi raramente diventa mai.
Un po’ perché non ho tempo, e pure perché non è che sono Pasquale Passaguai (epiteto di chi è perseguitato dalla sfortuna). Ogni tanto mi piacerebbe pure scrivere di cose noiosamente normali tipo:

Ieri ho travasato le piante, ora sono belle e fighe, ecco la foto, guarda anche tu, sono proprio fighe

Ma a chi interessa? E quindi niente, c’è silenzio sul mio blog.

La maggior parte delle cose che non si possono scrivere cominciano con la parola Ieri.

Non ti puoi svegliare la mattina e scrivere:

Ieri è stato il mio compleanno, l’ho festeggiato a casa, la casa c’è ancora.
Bizzarra affermazione. Ma nel mio piccolo mondo, fatto di ordine, pulizia e attaccamento alle cose materiali, invitare 20 persone per festeggiare il tuo compleanno brindando e mangiando, può essere un passo più lungo della gamba. 

Devi chiacchierare con te stessa e dirti che non succederà niente. Che il divano non andrà a fuoco, che nessuno userà la tua tenda a mò di liana, che lo scarico del bagno non deciderà di rompersi proprio quella sera e che i ripiani in vetro del frigo sono molto più resistenti di quello che credi tu. 
Dettoti ciò non ti resta che cominciare a rispondere al citofono.
Arrivano tutti, e magicamente si sistemano carini e ordinati, dissipando quell’immagine di bolgia infernale che avevi erroneamente previsto. Li adori.

Quasi ti commuovi al “Tanti auguri a te” in stile tifoseria del San Paolo.
Incredibilmente i tuoi amici ti conoscono. Non l’avresti mai detto. Non sporcano, non gridano e non fanno nulla di ciò che potrebbe mandarti in panico, tipo decidere di ballare sul tavolo o decidere di ballare in generale.

Ti conoscono tutti. Tranne chi ha deciso di poggiare un bicchiere di rum sul mobile dell’ingresso proprio in prossimità del non proprio economico HTC del consorte.

Manco a dirlo che se accosti un liquido ad un oggetto idrofobo, il liquido avrà la meglio su di lui.
Ma manco a dirlo che: toccami tutto, ma non farmi dispiacere il fidanzato la mamma e i parenti tutti!
Manco a dirlo che ho sorriso e ho fatto finta di niente. Ma dentro di me ti ho maledetto e fatto riti vodoo che oramai hanno segnato il tuo destino per i prossimi 15 anni.
E manco a dirlo che se non ti preferivo prima in quel momento ti ho amato ancora meno.
Chissà magari c’è stato uno sbaglio di valutazione. Magari ho incolpato la persona sbagliata, ma forse l’affetto gioca un ruolo fondamentale in questi casi.

No non puoi scriverlo, perché ci sarebbe un seguito.

Chi è andato via prima dell’accaduto chiederebbe chi è stato, chi è rimasto chiederebbe chi è stato, chi ha la coda di paglia chiederebbe chi è stato. E’ noioso dare risposte, del resto non ho mica un blog di quelli che danno delle risposte.

Questo è un blog inutile e talvolta buffo che oggi ha voglia di parlare del futuro.

No ma mica chissà che futuro, futuro nel senso di quello che farò oggi pomeriggio, tipo verso le 4.

Farò un ricettario.

No ma mica un ricettario di quelli che poi li pubblichi e ci guadagni dei soldi e ti senti molto Bree Van De  Kamp.
Il mio è un ricettario facile e rozzo ad uso e consumo del mio dolce consorte, che da qualche giorno si è ritrovato catapultato in cucina al grido di “chi torna prima cucina“.

Oggi che si mangia? Pasta al sugo
Stasera che si mangia? Pasta al sugo
Sono tornata, che si mangia? Bastoncini di pesce

Amore mio… vieni qua… ecco bravo, questi si chiamano ortaggi, quelli accanto sono i legumi, più in fondo troviamo carne e pesce… ora ti faccio vedere a cosa servono…