Un bagno piccolo ma bellino

bagno

Qualche anno fa ho fatto una breve descrizione dei bagni che avevo avuto nel corso degli anni, per elencare i punti di forza di alcuni e i difetti di altri.

Ovviamente, ora che ho una nuova casa, mi sembra doveroso aggiungere un altro bagno alla lista.

Questo bagno è sicuramente più piccolo dei precedenti.

Non c’è lo spazio per la lavatrice, ma non importa, perché in questa casa la lavatrice abita nel ripostiglio. Un capiente ripostiglio dotato di porta scorrevole, così lei centrifuga in piena libertà e noi non impazziamo.

Non c’è lo spazio per la cesta della biancheria sporca, ma non importa, perché anche lei abita nel ripostiglio assieme alla lavatrice, quindi non ha nemmeno l’esigenza di essere una cesta carina.

E per terminare l’elenco delle cose che non ci sono, non bisogna dimenticare che non c’è la finestra, ma c’è un potente aeratore e un bel punto luce angolare (copiato pari pari dal bagno dello zio).

Insomma, il mio nuovo bagno è sicuramente un piccolo bagno, ma nonostante ciò è il più carino e il più comodo da pulire.

Finalmente ci sono i sanitari sospesi che da tanto desideravo e presto, spero, di poter aggiungere anche dei piccoli mobiletti (sempre sospesi) per contenere cianfrusaglie e asciugamani.

  

Per il momento ho preferito arredare il bagno riciclando le cose usate nei bagni precedenti, così da evitare quella scomoda situazione dell’acquisto frettoloso, che magari dopo un mese non ti piace più.

Il punto di forza di questo piccolo bagno è la doccia, bella, grande e comoda.

Peccato solo per un piccolo particolare che mi perseguita: l’acqua sul pavimento.

Si lo so, sembra assurdo. Uno si fa la casa da zero e ci si aspetta che funzioni tutto perfettamente. Ma invece no. Se c’hai una maledizione non c’è nulla da fare, ti devi rassegnare e ci devi convivere. Io dunque c’ho la maledizione dell’acqua che esce dalla doccia. Ma vediamo attentamente questa volta da dove esce.

La doccia è a forma di rettangolo.

Tre lati del rettangolo sono fatti di muro ricoperto di piastrelle. Fino a qui tutto bene.

Il lato restante del rettangolo è quindi quello con l’entrata della doccia: due belle porte in cristallo con apertura saloon.

E quindi da dove uscirà mai quest’acqua benedetta? Ma è ovvio: dagli angolini delle porte!

Secondo il mio modesto parere, durante la fase di montaggio, sono state tagliate male le guarnizioni inferiori delle due porte. Ma stavolta, invece di preparare bambolette voodoo con le fattezze degli operai, cerchiamo di vedere il lato positivo della faccenda. Stavolta il problema si risolve facilmente. Si posiziona fuori dalla doccia un tappetino (un po più grande del normale) e una volta terminata la doccia si prende il tappetino e si stende ad asciugare. Nulla di strano o faticoso.

Addirittura il problema stavolta può essere risolto radicalmente con l’acquisto di nuove guarnizioni. Addirittura senza nemmeno andare in ferramenta, visto che si trovano pure su Amazon.

Certo se in principio avessi acquistato una porta della doccia scorrevole, questo problema dell’acqua dagli angolini non ci sarebbe stato affatto. Ma vuoi mettere la carineria della porta saloon rispetto alla scorrevole?

La vera sciccheria sarebbe stata un’altra.

Evitare il piatto della doccia. Quello avrebbe avuto un senso. Un bel pavimento in resina per un effetto omogeneo fin dentro la doccia. Una leggera pendenza verso lo scarico e nessuna fuga. Le fughe nel bagno diventano uno schifo diciamocelo. Me lo sogno la notte un pavimento del bagno senza fughe.

Perché non l’ho fatto?

Cosa esattamente mi ha impedito di fare un pavimento in resina in un minuscolo bagno? I soldi? Gli operai? Il consorte? Il mio spirito guida? Il millennium bug? La demenza senile?

Dopo due anni ancora non lo so.

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