Insetti autunnali

insetti autunnali

Non ho mai avuto un buon rapporto con gli insetti.

Diciamo che se un insetto si trova a una distanza minore di 5 metri da me o peggio, si trova nella stessa stanza dove sto soggiornando anche io, ho la strana abitudine di terrorizzarmi.

Le reazioni ovviamente variano a seconda della famiglia di appartenenza dell’intruso e delle sue dimensioni.

La maggior parte delle volte scappo via.

Altre volte mi chiudo in un luogo sicuro, incaricando il mio prode cavaliere di sconfiggere il nemico.

Il mio prode cavaliere è infallibile.

Quando nella vecchia casa un’orrenda blatta ha cercato di venire fuori dal buco del bidet e io ho preso le chiavi e sono scappata via inorridita, lui ha chiamato la proprietaria e ha detto “traslochiamo“.

Quando una volta ho visto un moscon-ape (un po’ ape un po’ moscone)e ho gridato, lui ha cominciato a saltare per tutto il salotto, lanciando cuscini finché non l’ha stordito.

E quando una cavalletta si è poggiata sulla ringhiera del balcone e io sono rientrata in cucina alla velocità della luce cercando di trattenere un attacco cardiaco, lui ha preso una scopa e l’ha mandata via minacciandola.

Ora è autunno e ci sono le cimicette.

Il nome vero è “Palomena viridissima” e alla fine non sono neanche brutte.

Cioè… la prima è bellina, la seconda no, la terza comincia a farti schifo, la quarta ha rotto il cazzo!
Essì perché questi subdoli e freddolosi animaletti sono tremendi. Si nascondono nel bucato, così da riuscire ad entrare in casa al calduccio assieme ai panni asciutti e poi stanno lì immobili.

Come se fosse normale!

Io sono notoriamente una persona poco ospitale. Quindi la prima cosa che faccio è prendere lo sciacciamosche, avvicinarlo alla cimicetta e aspettare pazientemente che decida di salirci sopra. Quando finalmente lo fa corro velocemente fuori al balcone e la faccio volare via.

Sono coraggiosissima!

Finchè è una va bene, facciamo anche due, ma già alla terza comincio a innervosirmi e convoco il prode cavaliere.

Il mio prode cavaliere non ha la pazienza di far salire la cimicetta sullo sciacciamosche. Anzi, nel giro di 15 secondi, ha già preso un tovagliolo di carta, afferrato l’intruso e lanciato di sotto il tutto.

Eggià. Dopo l’uomo che sussurrava ai cavalli, ecco a voi l’uomo che impacchettava le cimici!

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