L’uomo della mia vita

Quando una donna elegge lo sventurato di turno al grado di uomo della mia vita nell’80% dei casi, in quello stesso istante, nella sua mente scorrono velocissime le seguenti immagini: modello del vestito da sposa, casa, cane, gatto, altro animale a scelta, vacanze invernali, vacanze estive, vestiti e acconciature per future figlie femmine, festa a sorpresa di compleanno possibilmente in spiaggia con lui trasformato in perfetto surfista californiano e tipico litigio in cui lei se ne va, lui le corre dietro, l’afferra, la bacia e vissero felici e contenti.

Poi passa il tempo e i gusti cambiano.

Allora mentre passeggiate mano nella mano, rinnovi mentalmente il modello del vestito da sposa.

Chissà lui che pensa, chissà se pensa, ma non importa, sei felice e ti senti fortunata.

Finché non te lo fa notare sua nonna. Ogni volta che mi afferra e mi dice con voce carica di orgoglio nonnesco “Tu sei una ragazza fortunata” mi sale un nervoso che non si può immaginare.

Continuo a fare di si con la testa e guardo con astio il mio dolce consorte.

Sarà che sotto sotto vorrei che lui esclamasse:

“Anche io! Anche io sono fortunato! Oh tu soave creatura che illumini le mia giornate con un sorriso e un piatto di riso e zucchine! Tu dolce donzella che mi lavi le mutande e ridi con me mentre ci rimbambiamo sul divano a forza di serie TV! Oh fedele fatina della casa! Meno male che ci sei!”

Eggià qualche volta ho dei pensieri leggermente pomposi.
Ma giusto qualche volta.

Comunque forse in quello che ho scritto c’è un errore, si, ho sicuramente sbagliato qualcosa, ma cosa?

Ah si, giusto…
La percentuale all’inizio.
Ovviamente è più alta, anche se conosco persone capaci di negarlo all’infinito.

Questo proprio non me lo spiego, che c’è di male ad ammettere che siamo cresciuti rimpinzandoci di film a lieto fine, traboccanti di romanticherie che non vediamo l’ora di ricreare nella nostra vita quotidiana?

Perché la vita quotidiana è stressante, è difficile e non sempre è piena di soddisfazioni.

E allora dopo queste frivole riflessioni andrò in cucina a preparargli un caffè tanto per farmi dare un bacetto in più. Ruffiana.

7 commenti
  1. Pier Paolo Palermo
    Pier Paolo Palermo dice:

    "Oh tu soave creatura che illumini le mia giornate con un sorriso e un piatto di riso e zucchine!"
    Prima pasta e zucca, ora riso e zucchine…ma una bella pasta al forno, un lasagna, non gliele fai mai?
    Comunque la nonna è da capire, è l'amore per il nipote che la fa parlare così…

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  2. carcassa
    carcassa dice:

    i panni sporchi si lavano a casa propria! 🙂
    E poi è vero…che è sto riso con zucchine???
    Non leggo ne la parola pasta ne la parola sugo!
    E queste sono le donne del nuovo millennio?
    Siamo rovinati! 😛

    Rispondi

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