Un balcone neomelodico

balcone neomelodico

I primi giorni nel nuovo appartamento trascorrono abbastanza tranquilli.
Smaltiamo la fatica accumulata nel mese precedente ed organizziamo pranzi tra parenti e cene tra amici. Tutto sembra perfetto, siamo felici e sorridiamo. Inconsapevoli dell’inferno che ci attende.

Quando abbiamo deciso di affittare questa casa, eravamo così accecati dalle caratteristiche positive e dalla voglia di vivere insieme, che abbiamo tralasciato un particolare fondamentale:

il balcone di fronte!

Questo balcone, molto ma molto vicino al nostro, dopo pochi giorni ha rivelato la sua vera natura. Si è così trasformato da “balcone sempre chiuso senza nemmeno una piantina” a “balcone perennemente abitato da 4 pseudo-alfabetizzati”. Tutti con un’unica, grande, incontenibile passione:

i neo-melodici!

Un’intera famiglia con la simpatica abitudine di trascorrere intere giornate sul balcone ascoltando musica.

E non stiamo parlando di Gigi D’Alessio.
Magari fosse quello il livello. Stiamo parlando di completi sconosciuti, mai sentiti prima, pur provenendo da un quartiere di periferia poco raccomandabile a livello musicale. Pseudo-artisti che concentrano tutta la loro carriera sviluppando un unico tema, in tutte le salse:

il matrimonio!

Sentire quotidianamente a volume assordante e contro il tuo volere, le solite 6 canzoni, che parlano di coppie in procinto di sposarsi/separarsi/tradirsi, può essere talmente frustrante da farti provare le soluzioni più assurde.

Le prime volte non ti rendi esattamente conto di cosa sta succedendo. Fai finta di niente, addirittura sorridi e li deridi parlandone con gli amici.

Successivamente, cerchi di risolvere il problema con una battaglia acustica, sparando Alborosie e Chemical Brothers a tutto volume. Poi però ti ricordi della tranquilla vecchietta che abita affianco e immagini la sua poltrona sobbalzare al ritmo di Under the Influence. Così ti fa pena e spegni lo stereo, perché tanto abbassarlo è inutile, quello di fronte regna sul quartiere.

Alla fine ti ritrovi a chiudere tutte le finestre. Anche se fuori ci sono 38 gradi. Chiudi sperando di riuscire in questo modo a lavorare al PC, guardare un film o fare una semplice telefonata. Purtroppo, il fastidioso lamento si attutisce solo di qualche decibel e sei costretto ad uscire per non impazzire.

Così passi la maggior parte del tempo al supermercato a prendere un po’ di fresca aria condizionata.

Poi finalmente vai a rilassarti un po’ al mare, e quando torni fresco e sorridente, trovi spiaccicato nel balcone un cartoccio di rigatoni al sugo che ti lascia per 5 minuti senza parole. A quel punto capisci che il contenitore della pizza, trovato il mese prima, non lo aveva portato su il vento. Così per i successivi 30 minuti, auguri a gran voce una lenta e dolorosa morte all’autore del lancio.

A questo punto non sopporti più neanche di ritrovarteli davanti ogni volta che esci a fumare una sigaretta o a stendere il bucato. Organizzi una bella gita da Leroy Merlin e compri due gigantesche “pagliarelle”, modello super-economico made in china, che in cambio di un po’ di privacy, ti fanno diventare il salotto buio come se fossero sempre le 18:30.

Dopo aver riflettuto per 5 lunghi e assolati mesi, siamo giunti alla conclusione che, l’unico modo per risolvere la situazione senza condanne a carico, è cambiare casa!

Meno male che possiamo farlo con tutta calma, perché durante l’inverno piove fa freddo e si tengono i balconi ben chiusi. Tranne che in quelle calde e soleggiate giornate che solo il meridione sa darti, almeno 2 volte la settimana anche a dicembre.

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