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Fidanzati in casa

fidanzati in casa

Quasi tutte le coppie tradizionali, dopo qualche mese di fidanzamento, sentono l’esigenza di far incontrare i rispettivi genitori. Così da potersi elevare al grado di fidanzati in casa.

I fidanzati in casa hanno l’obbligo di fare la visita pomeridiana domenicale a casa dei suoceri. Mentre, i genitori dei fidanzati in casa, hanno l’usanza di vedersi almeno ogni dieci giorni, sentirsi al telefono a tutte le feste comandate, e andare d’amore e d’accordo. Fino al giorno in cui la giovane coppia si eleverà al grado di novelli sposi.

A quel punto cominceranno i litigi per scegliere dove trascorrere il cenone di natale.

L’ esatto contrario della coppia tradizionale siamo noi. Che per evitare alle nostre mamme di passare noiose domeniche a discutere di bomboniere e ristoranti, abbiamo avuto la geniale idea di non farle mai incontrare.

Un piano perfettamente funzionante. Fino a quando, all’annuncio della nostra imminente convivenza, la nonna ultranovantenne della mia dolce metà, esprime il desiderio di conoscere mia madre.

E che fai non l’accontenti?

Dopo pochi giorni, mia madre, mia suocera e la nonna, sono sedute in salotto a chiacchierare e bere caffè, come se già si conoscessero.

Noi al contrario, la giovane coppia dinamica e moderna, siamo rigidi come stoccafissi, sorridiamo a intervalli regolari, e increduli dell’inaspettata compatibilità, le osserviamo come se fossero creature aliene e ci sussurriamo frasi tipo:

“Oh hai visto? Parlano!”

Successivamente a questa prova caffè facilmente superata, abbiamo pensato fosse giunto il momento di fare il passo successivo: inaugurare la nostra casetta invitando le mamme a pranzo.

Un invito molto gradito nonostante il piccolo particolare di doversi portare il pranzo. Visto che ancora non avevamo terminato di portare tutti gli scatoloni, compreso quello delle stoviglie.

Così, quando sono arrivati gli ospiti a casa, sembravano i Re Magi!

Mia madre propone una buonissima pasta al forno con melanzane. Mio fratello sfodera un vassoio di dolci. Mia suocera rilancia con aperitivo e mozzarella. E mio cognato brandisce numerose bottiglie di vino.

Ci accomodiamo affamati e soddisfatti, quando improvvisamente ci rendiamo conto che manca l’oggetto fondamentale per dare inizio alle danze: il cavatappi!

Fortunatamente la vecchina della porta accanto ci risolve il problema, mettendoci a disposizione tutta la cucina.

Il pranzo è andato bene. Gli ospiti ci sono sembrati soddisfatti, e mia cognata per completare l’opera, m’ha lavato pure i piatti!

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