Blatte e tacchi a spillo

tacchi

Un’altra novità di questo quartiere, dopo quella dei dirimpettai neomelodici, è stata la raccolta differenziata.

Di quelle differenziate per bene, con tanto di fornitura semestrale di sacchetti, consegnati direttamente a casa, e sito web con ogni genere di informazione, compreso l’elenco dei rifiuti dalla A alla Z, e il calendario di raccolta da stampare per una pratica consultazione giornaliera.

Così, dopo solo una settimana, sono giunta alla conclusione che ci sono ben 2 soluzioni per buttare via il contenitore della pizza.
La prima soluzione consiste nel suddividere il contenitore in due parti. Buttare la parte pulita nel cestino del cartone e poi buttare la restante parte unta nel cestino dell’organico. Ovviamente dopo averla accuratamente sminuzzata. Quindi se le pizze sono due ci può anche stare.
La seconda soluzione invece, ti suggerisce molto brutalmente, di afferrare i contenitori e buttarli fischiettando nell’indifferenziato. Cercando di non farsi consumare dai sensi di colpa.

Solitamente, quando si sceglie la seconda soluzione, ci si avvicina agli ospiti mentre sono impegnati ad indossare i cappotti, e con l’espressione di Bambi che si è perso nella foresta si dice: “maaa… non è che andando via li buttate voi ‘sti cosi???”

Scherzi a parte, sembrava davvero un salto di qualità sta cosa della raccolta differenziata. Peccato solo che il comune, ritrovandosi totalmente impegnato ad organizzare i turni giornalieri di raccolta dei rifiuti, abbia completamente dimenticato un fondamentale dovere di ogni municipalità: la disinfestazione!

E che succede se manca la disinfestazione?

Succede che gli scarafaggi si impossessano del quartiere, e cominciano a comportarsi come gli esseri umani.

Li incontri davanti al supermercato anche di mattina e ti domandi “ma non erano notturni?”.
Li trovi che fanno i parcheggiatori abusivi ogni volta che scendi dalla macchina.
Scopri che si improvvisano netturbini quando scendi a buttare la spazzatura…

Insomma, li incroci talmente tanto spesso, sia morti che vivi, che diventano un’ossessione!

Ovviamente io, da brava donzella paurosa quale sono, ho avuto numerose crisi isteriche, provocate da queste schifosissime bestie.
Quindi ho imparato a correre con i tacchi alti. Ma soprattutto ho imparato ad uscire con due paia di scarpe: quelle carine da indossare dopo essere entrata in macchina, e quelle, meno carine, modello:

“se correndo ti calpesto per sbaglio almeno schiatti coso schifoso!”

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